lunedì 28 marzo 2011

In occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e della Cerimonia di apertura dell'anno scolastico 2010/2011, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha promosso una serie di iniziative rivolte agli studenti di ogni ordine e grado.

Tra queste si colloca il progetto “La scuola e il 150° anniversario dell’Unità d’Italia” che ha previsto la realizzazione sotto la direzione di Ernesto Galli della Loggia di questo portale internet sul Risorgimento italiano tra il Congresso di Vienna (1815) e la presa di Roma (1870).

vai al sito: 150 anni d'Italia

lunedì 14 marzo 2011

Explorer 6

Explorer 6 deve sparire
è iniziato il 'countdown'


fonte: www.repubblica.it

Un sito realizzato da Microsoft invita gli utenti ad abbandonare il browser, dalla carriera decennale. Lo usa ancora il 12% di utenti nel mondo, ma espone a rischi per la sicurezza e non fornisce prestazioni adeguate alla Rete di oggi

ROMA - Explorer 6, un browser duro a morire. Nonostante gli anni, ormai dieci, e gli acciacchi, continuamente curati da aggiornamenti che provano a tappare le falle più ampie, IE6 è ancora utilizzato dal 12% degli utenti internet del mondo, dato raccolto a febbraio 2011. Anche se in calo del 9% rispetto al 2010, sono ancora troppi secondo Microsoft, che per estinguere Explorer 6 e il carico di lavoro e grane che si porta dietro, lancia l'iniziativa web ie6countdown.com/ 1. Un sito che conta alla rovescia quanto manca alla dipartita di Explorer 6, monitorizzando la diffusione dell'anziano e tenace browser nel mondo, con un obbiettivo: arrivare, con ogni mezzo lecito, all'1% massimo di utenti nel mondo. Una soglia che permetterebbe la dismissione ufficiale del supporto al prodotto, ormai tre generazioni indietro.

IE666. Explorer 6 nasce nel 2001, e probabilmente per un patto col diavolo, sopravvive fino ai giorni nostri, superando ampiamente l'aspettativa di vita. La maggior concentrazione di utenti è in Cina, il 5,9% del 12% globale è lì. Nel resto del mondo c'è un 4,5% assoluto, in Italia il dato è del 3,3% relativo. Su cento utenti, nel nostro Paese più di 3 utilizzano ancora un browser vetusto. Con le varie ripercussioni sulla sicurezza e l'esperienza di navigazione, anche se con buona probabilità si tratta di installazioni su computer vecchi ancora in attività. Microsoft ha certamente tutto l'interesse a diffondere Explorer
9, l'ultimissimo arrivato nella famiglia, e spingere a cambiare sistema operativo, passando da vecchie versioni di Windows a prodotti più attuali. Ma è vero anche che l'architettura di Explorer 6 è antidiluviana e la Rete di oggi ha bisogno di strumenti più evoluti per essere utilizzata al meglio. E' vero anche che Explorer 9 non funziona con Windows Xp, ancora uno dei sistemi operativi più diffusi al mondo. Per questo, nel sito Microsoft consiglia una migrazione "almeno" verso Explorer 8, secondo l'azienda un buon compromesso tra età, caratteristiche e sicurezza. Soprattutto per le aziende, che utilizzano il vecchio browser su macchine di qualche anno fa, ancora in attività. Sono diversi infatti gli utenti che utilizzano Explorer 6 su computer al lavoro, perché non hanno la possibilità di cambiare browser.

Come perorare la causa. La battaglia di Microsoft è tatticamente piuttosto evoluta. Utilizza i social network per invitare il pianeta ad abbandonare IE6, con la hashtag #Ie6countdown su Twitter, invita i possessori di un sito a pubblicare un banner per sollecitare la dipartita del vetusto navigatore. Fornisce delle tabelle 2 e dei 'case study' per far capire perché la migrazione verso Explorer 8 sia vantaggiosa, anche per chi sviluppa siti web e deve continuare ad ottimizzarli per un browser vecchio di dieci anni. Contro ogni regola di obsolescenza programmata, la sopravvivenza di IE6 è stupefacente in un mondo in cui i browser salgono di versione anche più volte l'anno. Sono infatti in arrivo Firefox 4, ma forse anche 5, 6 e 7 entro il 2011, e almeno altrettante versioni di Google Chrome. Una resistenza romantica ma non più sostenibile, contro il tempo del web che scorre molto più veloce di quello degli umani.

lunedì 7 marzo 2011

E-Book

All’eBook Lab di Rimini il futuro degli eBook tra speranze, timori e novità


(fonte: http://www.pianetaebook.com)

Lo stato dell’arte

L’eBook in Italia va piano, va sano, e speriamo vada lontano. Stime Aie danno il numero di libri digitalizzati nella nostra lingua in costante crescita, ma ancora a livelli bassi: lo 0.1 % dei volumi attualmente in circolazione è disponibile anche in formato eBook. Dati omologhi a quelli di vendita, a percentuali ancora sotto l’ 1% del complessivo mercato editoriale.
Tra gli eBook entusiastici Telecom Italia, che di recente con il suo eBook store Biblet ha raggiunto i 7.000 volumi in vendita, coinvolgendo 143 editori (e si prepara a sondare il mercato tablet con l’OliPad Olivetti).Immancabile anche una sparata fanta-futuristica: “i libri di carta spariranno di sicuro”, afferma Riccardo Cavallero di Mondadori. Speriamo vivamente si sbagli.

Lo spauracchio pirateria

Ad eBook Lab si parla di prezzi degli eBook, e della recente notizia di un’indagine da parte della Comunità Europea in Francia e Germania su presunti accordi di cartello tra editori. Decisione, quella della Commissione, che sempre secondo Cavallero è diretta conseguenza dell’imminente ingresso del Kindle Amazon in quei mercati; Cavallero si scaglia anche contro l’elevata aliquota IVA, ancora ferma al 20%.
Senza nulla voler togliere agli editori ci schieriamo con Antonio Tombolini, che ricorda come l’alternativa ai prezzi elevati esista – si chiama pirateria – e che la filiera produttiva di un eBook non comporta che un terzo dei costi di un libro di carta. Non è casuale l’intervento  diAlessandro Bottoni in programma per domaniuna digressione sul tema “DRM – eBook” vista dal segretario del “partito pirata“.

Libri a noleggio, pay per read ed eBook bonsai

Simplicissimus Book Farm, padrona di casa e fucina di idee legate agli eBook, prevede nel futuro un servizio di prestito eBook a gettone: si noleggia il libro per una serata o per un’intera settimana, pagando un obolo da 0,99 centesimi.
Servizio che i rappresentanti della piattaforma Edigita mirano nel futuro ad estendere anche alle biblioteche. Ma il bello di una biblioteca non è proprio quello di poter leggere un libro gratuitamente? HarperCollins docet, spesso le case editrici vengono punite da atteggiamenti troppo “avidi”.
Sempre in campo innovazioni: dei nano-eBook vi avevamo già parlato qualche settimana fa proprio su queste pagine: un mercato che spopola in Cina Giappone (anche grazie alla più adatta scrittura per ideogrammi) e che vede i primi casi di successo anche in occidente: Piotr Kowalczyk ne è esempio, ed ha esposto la propria vincente esperienza di e-writer ermetico.
La rassegna eBook Lab terminerà domani, ma la carne al fuoco è già tanta: da par nostro, se intedete fare un salto domani, sembrano imperdibili gli interventi di Max Whitby (Touchpress, autori di app didattiche per iPad) e Alessandro Bottoni di cui abbiamo pocanzi accennato.

Innovazione digitale

AREE D'INTERVENTO - PIANO SCUOLA DIGITALE


(fonte: http://www.istruzione.it/)

La Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e i Sistemi Informativi promuove il Piano Scuola Digitale per modificare gli ambienti di apprendimento attraverso l'integrazione delle tecnologie nella didattica. 

Gli ambienti in cui la scuola ed i nostri studenti sono immersi sono ricchi di stimoli culturali molteplici ma anche contraddittori. Occorre un'organizzazione didattica che aiuti a superare la frammentazione della conoscenza e ad integrare le discipline in nuovi quadri d'insieme. Per questo occorre trasformare gli ambienti di apprendimento, i linguaggi della scuola, gli strumenti di lavoro ed i contenuti. 
L'innovazione digitale rappresenta per la scuola l'opportunità di superare il concetto tradizionale di classe, per creare uno spazio di apprendimento aperto sul mondo nel quale costruire il senso di cittadinanza e realizzare “una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, le tre priorità di Europa 2020. 

I programmi del MIUR di prima generazione, attraverso i quali il mondo della scuola si è avvicinata all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione evolvono oggi in una dimensione nella quale la tecnologia si integra nella didattica di classe
Non più la classe in laboratorio ma il laboratorio in classe: una strategia tante azioni.



AREE D'INTERVENTO - PIANO SCUOLA DIGITALE


La Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e i Sistemi Informativi promuove ilPiano Scuola Digitale per modificare gli ambienti di apprendimento attraverso l'integrazione delle tecnologie nella didattica.

Gli ambienti in cui la scuola ed i nostri studenti sono immersi sono ricchi di stimoli culturali molteplici ma anche contraddittori. Occorre un'organizzazione didattica che aiuti a superare la frammentazione della conoscenza e ad integrare le discipline in nuovi quadri d'insieme. Per questo occorre trasformare gli ambienti di apprendimento, i linguaggi della scuola, gli strumenti di lavoro ed i contenuti.
L'innovazione digitale rappresenta per la scuola l'opportunità di superare il concetto tradizionale di classe, per creare uno spazio di apprendimento aperto sul mondo nel quale costruire il senso di cittadinanza e realizzare “una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, le tre priorità di Europa 2020.

I programmi del MIUR di prima generazione, attraverso i quali il mondo della scuola si è avvicinata all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione evolvono oggi in una dimensione nella quale la tecnologia si integra nella didattica di classe
Non più la classe in laboratorio ma il laboratorio in classe: una strategia tante azioni.